
“Visioni tattili” Milano Triennale 2025
TRIENNALE MILANO, 15.10.2025
Visioni Tattili è stato il momento in cui si è chiuso un cerchio.
Un anno di lavoro, ascolto e dialogo, vissuto insieme a persone cieche e ipovedenti che ci hanno aiutato a riscrivere le basi del design: non a partire dalla forma, ma dall’esperienza.
Il 15 ottobre alla Triennale Milano, si sono incontrati progettisti, architetti, attivisti, studiosi, persone non vedenti, il pubblico e – soprattutto – la collezione AEDO, protagoniste di una giornata intensa e vibrante.
L’atmosfera? Accogliente, fluida, sincera. Fatta di mani che si affidano, voci che raccontano, ascolti reciproci. Relazioni morbide, delicate, immediate, anche tra sconosciuti.
Le persone non vedenti dell’Istituto Cavazza hanno guidato i visitatori bendati nella scoperta del divano AEDO, con parole, contatto e fiducia. Un’inversione di ruoli che ha spostato l’asse della percezione dalla vista al sentire. Il linguaggio ha preso il posto dell’immagine. L’esperienza è diventata la forma.
AEDO non è solo un divano, ma uno spazio relazionale. Un luogo che accoglie, orienta, contiene. È il frutto di una vera coprogettazione sinestetica, nata da domande nuove:
Come si può fruire della bellezza senza vederla? Quali materiali parlano al tatto? Come si progetta partendo dal corpo, dai sensi, dai desideri?
Un anno di ricerca che si è fatto racconto. E un racconto che si è fatto progetto, voce, incontro.
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Durante il talk, moderato da Valentina Croci, si è aperto un confronto vivo e autentico tra progettisti, architetti e persone non vedenti, per esplorare cosa significhi davvero coprogettare.
Sono intervenuti:
Debonademeo Studio e Valentina Bigiarini curatori del progetto, Marco Ferrigno (Istituto Cavazza), Aldo Grassini (Museo Omero), Daniele Cassioli, Fabio Fornasari, Cristian Catania (Lombardini22) e Bérénice Magistretti (Visible Voices).
Tra i temi: il design come esperienza, la bellezza come diritto, l’oggetto come spazio che orienta.
Un dialogo che ha messo al centro la relazione tra corpo e progetto, e rilanciato la necessità di percorsi formativi realmente inclusivi anche per chi non vede.
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